ARTIGIANATO
Un'altra attrattiva di Almenno e dell'intera valle è l'artigianato in tutti i suoi molteplici aspetti, ancorato a solide ed antiche tradizioni.
Prima fra tutte le attività artigianali è la lavorazione del legno: per conoscere l'altissimo livello artistico raggiunto si possono visitare i vari aboratori sparsi nella zona e l'importante Museo del Falegname.

Museo del Falegname

In uno spazio di mq. 3.500 disposto su tre piani, il Museo del Falegname, offre la possibilità di scoprire uno dei mestieri più antichi al mondo. La storia del falegname viene raccontata in tutti i suoi aspetti con la ricreazione di botteghe artigianali ed interni domestici in cui vengono esposti vecchi torni del 1600, 1700, 1800, macchine antiche costruite in legno, utensili, cimeli storici di valore inestimabile ed una ricca collezione di burattini Una sezione speciale è dedicata allo sport con biciclette in legno del 1800 e quelle che hanno segnato le varie epoche, con maglie, bici e trofei del campione Felice Gimondi. Fiore all'occhiello della collezione è il biplano monoposto Ansaldo A-1 matr. 16552, guidato nel 1918 da Antonio Locatelli, pilota bergamasco triplice Medaglia d'Oro al Valor Militare, per alcune ricognizioni sugli altipiani del Grappa e sul Piave durante la prima guerra mondiale. Il Museo dispone, inoltre, di una fornita biblioteca ricca di disegni e libri dedicati alla storia dei mobili, aule per la scuola di disegno e di un'area attrezzata per la scuola di lavorazione pratica del legno. Per info si rimanda alla pagina servizi

  
Fornace Parietti

Testimonianza dell'antica tradizione della produzione locale è la "Fornace Parietti", un opificio ottocentesco, diventato un vero e proprio monumento di interesse storico-culturale. L'attività della Fornace, gestita dalla famiglia Parietti, iniziò nel 1835 per esaurirsi agli inizi degli anni '60 del XX secolo. All'interno della struttura si svolgevano tutte le fasi del processo di produzione di coppi e mattoni, dalla stagionatura del materiale estratto da vicine cave, alla cottura dei mattoni che avveniva in un forno costituito da una galleria ottagonale, irregolare, allungata ed interrata, suddivisa da lesene e costoloni in 16 camere voltate. Le camere erano dotate di aperture arcuate per l'inserimento dei mattoni, di una bocchetta sulla volta per l'immissione del combustibile e di condotti che convogliavano lo scarico del fumo verso la ciminiera. Il recente restauro del complesso, su progetto degli architetti Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodali è riuscito a recuperare una presenza storica importante, optando per una soluzione di dialogo fra il passato e il presente. Ne risulta un edificio nel quale convivono due architetture completamente distinte, che rappresentano due epoche diverse: l'architettura ottocentesca della Fornace espressa dalle strutture di mattoni rossi e un'architettura contemporanea dal linguaggio forte che con i suoi materiali (cemento armato, ferro, vetro), la sua geometria, i suoi colori (soprattutto bianco) si distacca con forza, esaltando le strutture preesistenti.

  
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